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Regole e permessi

Cosa serve per pescare in regola in Italia, in mare e nelle acque interne. Una guida per orientarsi: le norme cambiano, fa fede sempre la fonte ufficiale.

Importante. Questa pagina riassume le regole principali per aiutarti a orientarti, ma non sostituisce le norme ufficiali. Le regole cambiano spesso e variano da regione a regione, a volte da provincia a provincia. Prima di pescare verifica sempre sui siti ufficiali indicati qui sotto e, per il mare, con la Capitaneria di Porto della zona.

Non sai quale licenza ti serve? Rispondi a 4 domande e scopri tipo, costo e dove pagarla.

In mare

Per la pesca sportiva in mare, da riva o da barca, non serve una licenza a pagamento, ma è obbligatoria la comunicazione al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF).

  • La comunicazione è gratuita e si fa online sul portale SIAN del Ministero, con SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS.
  • Va rinnovata ogni anno. Porta con te la ricevuta, anche sul telefono: in caso di controllo va mostrata.
  • Dal 2026 chi pesca da barca o in apnea deve registrarsi anche su RecFishing e dichiarare in giornata le catture delle specie soggette a misure europee. Verifica sul portale del Ministero se il tuo caso è compreso.

Cosa si può prendere

  • Il pescato non si può vendere: la pesca sportiva è solo per consumo personale.
  • Limite indicativo di 5 kg di pesce a persona al giorno, che può essere superato solo con un singolo pesce più pesante.
  • Ogni specie ha una taglia minima: i pesci più piccoli vanno rilasciati subito. Per esempio spigola 25 cm, sarago maggiore 23 cm, orata 20 cm. L’elenco completo è nel regolamento europeo sul Mediterraneo; nella scheda di ogni spot trovi le taglie delle specie presenti, quando le conosciamo.
  • Alcune specie, come il tonno rosso, hanno regole speciali con autorizzazioni e dichiarazione delle catture.

Dove non si può pescare

  • Nelle zone balneari durante la stagione e negli orari indicati dalle ordinanze della Capitaneria di Porto.
  • Nei porti, nei canali di accesso e vicino alle navi alla fonda, salvo dove l’ordinanza locale lo consente.
  • Nelle aree marine protette: nella zona A è vietata, nelle zone B e C è regolata dal disciplinare di ogni area, a volte con un’autorizzazione.
  • La pesca in apnea ha regole proprie: niente bombole, niente pesca di notte, distanza minima dalle spiagge frequentate dai bagnanti e obbligo di segnalarsi con una boa.

Nelle acque interne

Per laghi, fiumi e canali le regole le fa ogni Regione (in Trentino-Alto Adige le due Province autonome). Valgono quasi ovunque alcuni principi comuni:

  • Per la pesca sportiva serve la licenza di tipo B, che di solito è semplicemente la ricevuta del pagamento della tassa regionale: va portata con un documento d’identità.
  • La licenza si fa nella regione di residenza ed è valida in tutta Italia, ma dove peschi devi rispettare le regole di quella regione: periodi di divieto, taglie minime, numero di capi, esche e tecniche ammesse, scritti nel regolamento e nel calendario ittico regionale.
  • Chi non risiede in Italia di solito può fare una licenza temporanea (spesso chiamata di tipo C o D) nella regione in cui pesca.
  • Nelle acque in concessione (riserve, tratti gestiti da associazioni o enti) serve anche il permesso del gestore, a pagamento.
  • Nelle acque a salmonidi (trote) molte regioni chiedono un tesserino segnacatture annuale, su cui annotare le catture.
  • Minori e anziani hanno spesso esenzioni, che cambiano da regione a regione.

Gli importi qui sotto sono quelli indicati dalle fonti regionali più recenti che abbiamo trovato, con l’anno di riferimento. Tasse, esenzioni e procedure cambiano spesso: prima di pagare controlla sempre il sito della Regione.

Nord

Regione Licenza sportiva Da sapere
Valle d’Aosta Licenza di tipo B (tipo D per chi risiede all’estero), oppure permesso temporaneo Calendario della pesca 2026 (DGR 131/2026). Serve il permesso del Consorzio regionale pesca o del gestore privato; con i permessi giornalieri, settimanali e quindicinali non serve la licenza. Torrenti dal 29 marzo al 14 ottobre, laghi dal 21 giugno al 14 ottobre; acque libere chiuse il martedì e il venerdì. Una sola canna, al massimo 6 pesci al giorno; temolo e marmorata sempre da rilasciare. Tratti no kill (solo mosca e spinning con amo senza ardiglione): Dora Baltea tra Saint-Marcel e Chambave, Grand Eyvia a Cogne, Evançon, Dora di La Thuile, Vertosan.
Piemonte Tipo B, 365 giorni dal pagamento. 35 € (12 € di tassa regionale + 23 € di soprattassa, dato della Provincia di Cuneo, 2026) Legge regionale 37/2006 e regolamento 1/R/2012. La licenza B per i residenti costa 35 € (12 € di tassa regionale e 23 € di soprattassa) e si paga con PagoPA; chi risiede in un’altra regione pesca con la propria licenza. Nelle riserve e nelle zone turistiche serve il permesso del gestore: per esempio Alpe Devero e Veglia 8-15 € al giorno, riserva di Garessio con buoni da 5 trote. Lago d’Orta (Novara e VCO, regole 2026): luccio, trota marmorata, agone e pigo non trattenibili fino al 31/12/2026. Zone no kill solo mosca, per esempio la Dora di Bardonecchia a Oulx.
Lombardia Tipo B, 12 mesi dal pagamento. 23 € (dato regionale) Legge regionale 31/2008 e prontuari dei 14 bacini di pesca (2026). La licenza B costa 23 € l’anno e si paga online sul portale pagamenti della Regione; esenti i residenti sotto i 18 e sopra i 65 anni che pescano con una sola canna. In molte acque serve anche la tessera FIPSAS (30 €) o il permesso del concessionario: per esempio laghi di Como e Lecco da riva licenza + tessera FIPSAS; lago di Varese e Maggiore da riva anche il contributo ridotto di 15 €; acque a salmonidi di Sondrio con i permessi dell’Unione Pesca Sportiva (35 € al giorno con catture). Si recide il lobo inferiore della pinna caudale dei pesci trattenuti; siluro e altre specie alloctone non vanno rilasciati.
Provincia di Trento Licenza provinciale per i residenti (tipo D per gli stranieri); per i turisti c’è il permesso turistico Oltre alla licenza (provinciale per i residenti, della propria regione o turistica per gli altri) serve il permesso dell’associazione pescatori che gestisce le acque, anche online su Trentino Fishing. Esempi: Val di Sole 20 € al giorno (licenza turistica gratuita di 30 giorni insieme al permesso), Molveno 12 € al giorno e 36 € a settimana. Molte zone no-kill solo artificiali o solo mosca (Avisio zona CK, Adige NKC, Sarca riserva Regorie a numero chiuso su prenotazione). Sulla sponda trentina del Garda, secondo Garda Trentino, si pesca senza licenza.
Provincia di Bolzano Licenza provinciale: i residenti devono superare un esame, gli ospiti possono acquistare la licenza Serve sempre anche il permesso giornaliero o annuale del titolare del diritto di pesca: dal 2026 i permessi sono solo digitali, sull’app ufficiale Südtirol Fishing. La licenza di un’altra regione italiana o di Trento è valida; gli stranieri comprano la licenza ospiti (tipo D) negli uffici turistici, per esempio 32 € a Lana. Esempi: lago di Caldaro 15 € al giorno; lago di Resia due canne, senza barca, tre giorni a settimana da metà maggio a metà settembre. Molte acque sono private: si pesca solo dove c’è un permesso.
Veneto Tipo B, valida fino allo stesso giorno dell’anno successivo. 34 € (24 € + 10 € di soprattassa, dato regionale) Legge regionale 19/1998 e regolamenti regionali (Lago di Garda: regolamento 2/2024). Si paga con PagoPA su MyPay; la ricevuta con un documento vale come licenza. Esenti i residenti sotto i 18 e dai 70 anni e le persone con disabilità. Nelle acque in concessione (es. Bacino acque Fiume Brenta: permesso giornaliero 20 € su app Hooking) serve anche il permesso del concessionario. Sul Garda veneto: carpione e alborella vietati fino al 31/12/2026, anguilla vietata (PCB), di notte da riva solo siluro, ciprinidi e bottatrice; al giorno massimo 3 trote, 10 coregoni, 2 lucci, 20 persici e 5 kg in tutto. In laguna e alle foci il lato lagunare/fluviale è acqua interna (serve la licenza), il lato mare no.
Friuli Venezia Giulia Licenza ETPI dopo esame: 25 € di rilascio più canone annuale di 70 € (15 € dai 14 ai 17 anni); fino a 16 giornate all’anno con canone giornaliero Legge regionale 42/2017; pesca gestita dall’ETPI con il calendario annuale (2026 approvato a dicembre 2025). Serve il documento regionale di autorizzazione (DRA) per annotare le catture, anche nell’app APPesca FVG. Zona A (pianura) aperta tutto l’anno, zona B (montagna) dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre, poi solo no-kill fino al 31 ottobre. Un solo esemplare all’anno di temolo, carpa, tinca e luccio, con misure minime alte (luccio e carpa 100 cm, temolo 60 cm). Anguilla e storione sempre vietati.
Liguria Tipo B: 45,45 € (22,72 € per gli over 65); tipo C 26,34 €; tipo D per stranieri 17,04 € per tre mesi (regolamento regionale 2022/23) Leggi regionali 21/2004 e 8/2014. Si paga tassa più soprattassa regionale (per la stagione 2026/27 con pagoPA); esenti gli under 16 e le persone con grave disabilità. Serve il tesserino regionale segnacatture, gratuito per i residenti in regola e a 10 € per i non residenti; non vale nelle riserve turistiche (come Osiglia, Ponte di Savignone, Gorreto), che vendono permessi propri. In mare: aree marine protette di Portofino, Cinque Terre e Isola di Bergeggi. Alle Cinque Terre la pesca sportiva è vietata in zona A, consentita solo ai residenti autorizzati in zona B e ai non residenti, solo da terra e con autorizzazione del Parco (settimanale o annuale), in zona C.
Emilia-Romagna Tipo B per i residenti, 1 anno: 22,72 €. Tipo C per tutti, 30 giorni: 6,82 € (calendario 2026/27) Legge regionale 11/2012 e regolamento regionale 1/2018; calendari ittici provinciali 2026/27. Si paga sul c/c 116400 della Regione, anche online; la ricevuta con un documento vale come licenza. Esenti under 12 accompagnati, under 18 con corso, over 65 e persone con disabilità. Per trattenere i salmonidi serve il tesserino regionale (anche app “Tesserino Salmonidi ER” con SPID). Trota chiusa da ottobre a fine marzo; luccio minimo 70 cm; anguilla vietata; siluro da non rimettere in acqua. Nei bacini di Suviana, Brasimone e Santa Maria il carpfishing si fa solo nelle postazioni numerate del Parco. In mare: sulle spiagge della riviera, in stagione balneare, si pesca di solito solo di sera e di notte (ordinanze comunali).

Centro

Regione Licenza sportiva Da sapere
Toscana Tipo B annuale: 35 € (dato regionale 2024). Tipo C di 15 giorni: 10 € Legge regionale 7/2005 e regolamento DPGR 6/R/2018. Dal 1° aprile 2026 si paga sul portale IRIS della Regione o con bonifico (chiusi i conti correnti postali). Nelle acque libere nessun tesserino; trote dal 22 febbraio al 4 ottobre 2026, minimo 22 cm, 5 al giorno. Le acque sono divise tra salmonidi e ciprinidi, con regole più strette nelle prime. Nelle zone a regolamento specifico (ZRS: Sieve, Tevere, Capodarno, Lima, Isola Santa, Bilancino, Fiora, Arbia, Alta Lima-Sestaione, Trogola e altre) serve il permesso del gestore. In mare: Laguna di Orbetello con tesserino del Comune; zone di tutela come lo Scoglietto di Portoferraio all’Elba e il Parco dell’Arcipelago Toscano.
Umbria Annuale per i residenti: 35 €; trimestrale per i residenti all’estero: 15 € (vademecum regionale 2025) L.R. 15/2008 e regolamento regionale 2/2011. Pagamento solo online con PagoUmbria/PagoPA: la ricevuta è la licenza. Nelle acque di categoria A (salmonidi) serve il tesserino regionale (5 €, gratis per gli under 14), da riconsegnare entro il 31 dicembre. Nei tratti no-kill di Nera e Corno (Cerreto di Spoleto) permesso su neranokill.it: 15 € al giorno o 100 € per 10 giornate, stagione 1 aprile – 31 ottobre, chiuso il giovedì. In provincia di Perugia il luccio va sempre rilasciato. Carpfishing notturno solo in zone indicate (Trasimeno a Monte del Lago, Isola Maggiore e Passignano, Corbara, Piediluco, lago di Arezzo, Tevere a Todi). Nei laghetti di pesca sportiva la licenza non serve.
Marche 365 giorni: 25 € (calendario regionale 2026), da pagare online dopo il corso Legge regionale 11/2003, calendario regionale 2026 (DGR 83/2026). La licenza si ottiene dopo un corso con le associazioni; i diritti di pesca costano 25 € (2026), pagati online su mpay.regione.marche.it, e valgono 365 giorni. Per le acque a trote (categorie A-ZTM, A, B) serve il tesserino segnacatture (5 €), da riconsegnare entro il 30 novembre. Trote dal 22 febbraio al 4 ottobre 2026, martedì e venerdì chiuso nelle acque di categoria A. Si trattengono solo le trote: tutte le altre specie si rilasciano; anguilla vietata. Nelle riserve come l’ARS Fiume Tenna serve un permesso giornaliero.
Lazio Tipo B, un anno: 29,13 € (tassa 15,69 € + sovrattassa 13,43 €); 21,28 € per chi risiede in un comune montano del Lazio. Esenti le persone con disabilità (L. 104/92) (dato regionale 2026) Ogni anno la Regione pubblica le disposizioni per la pesca sportiva. Nel 2026 la pesca dell’anguilla è vietata in tutto il territorio regionale.
Abruzzo Tassa di concessione regionale: 22,72 €, la ricevuta vale un anno dal versamento. Esenti persone con disabilità (L. 104/92), ragazzi dai 14 ai 18 anni, over 70 e chi è in regola con la licenza di un’altra regione (FAQ della Regione) Dal 2024 per le acque di categoria A, B e C serve anche l’attestato di un corso sulla fauna ittica (con esenzioni). Per le acque di categoria A e per il carpfishing notturno serve il tesserino segnacatture.
Molise Tassa di concessione regionale, da pagare con pagoPA entro il 31 gennaio: tipo B (canna con o senza mulinello) 51,30 €; tipo C (senza mulinello) 22,55 €; tipo D per gli stranieri 14,60 € (dato regionale 2026) Legge regionale 7/1998, modificata più volte (anche nel 2018). La tassa sostituisce la licenza. Esenti i minori di 14 anni, le persone con disabilità (L. 104/92) e chi ha compiuto 65 anni.

Sud e isole

Regione Licenza sportiva Da sapere
Campania Licenza regionale con tassa di concessione L.R. 17/2013 (modificata dalla L.R. 6/2016) e DGR 225/2019. La licenza è la ricevuta della tassa regionale, valida un anno, pagata solo con pagoPA sulla piattaforma MyPay della Regione (codice tariffa 1114). Importi (Portale delle Entrate della Regione Campania, 2026): tipo A 80 €, tipo B 40 €, tipi C e D 20 € (il D è per gli stranieri non residenti). Nessun tesserino per la pesca sportiva. Esenti over 70, persone con disabilità e under 14 accompagnati. Nei laghi del Parco del Matese e nei tratti in convenzione FIPSAS (es. Calore Irpino) valgono regolamenti propri. In mare: aree marine protette Punta Campanella, Regno di Nettuno, Santa Maria di Castellabate, Costa degli Infreschi, Gaiola e Parco sommerso di Baia con zone dove la pesca è vietata o serve l’autorizzazione.
Puglia Tipo B, un anno dal pagamento: tassa regionale di circa 45 € (45 € secondo il modulo della Regione; 45,45 € secondo la Provincia di Lecce), su conto corrente postale della Regione Il libretto si chiede alla Provincia. Le acque interne sono poche: invasi come il Locone e fiumi come l’Ofanto e il Fortore. In mare attenzione alle aree marine protette: Torre Guaceto (pesca solo in zona C con autorizzazione, sospese fino al 31/12/2025), Porto Cesareo (zone B e C con permesso dell’ente) e Isole Tremiti.
Basilicata Licenza regionale con tassa di concessione L.R. 5/2024, in vigore dal 1° marzo 2024. La licenza è la ricevuta della tassa regionale, valida 12 mesi, pagata con PagoPA (causale “Tassa concessione attività piscatoria (tipo …)”). Importi (Regione Basilicata, 2024): tipo A 80 €, tipo B 35 €, tipo C 15 €, tipo D 30 €, tipo E 5 €. Nessun tesserino. Laghi in riserve e parchi (San Giuliano, Pantano di Pignola, Pertusillo, Monticchio) hanno regole e permessi propri.
Calabria Tipo B (con canna e mulinello); tipo D di tre mesi per gli stranieri. Secondo la legge regionale 29/2001 vale sei anni, poi si paga solo il tributo annuale Trota chiusa dalla seconda domenica di novembre alla seconda domenica di marzo (controlla il calendario della provincia), misura minima 20 cm in fiume e 5 capi al giorno. Nelle acque pregiate “destinate allo svago” serve anche un permesso provinciale. Il lago dell’Angitola è riserva: pesca vietata. Nel 2024 è stata avviata una riforma della legge: verifica le regole in vigore sul sito della Regione.
Sicilia Tipo B: 22,72 € (dato della Città Metropolitana di Palermo) Le fonti non concordano sulla durata: verifica alla Città Metropolitana o al Libero consorzio della tua provincia. Per la trota valgono misura minima e limite di capi; nelle riserve naturali la pesca è vietata o regolata.
Sardegna Tipo B per i residenti (5 anni); tipo C per i non residenti (3 mesi) Si richiede con una comunicazione online alla Regione e il versamento della tassa: la ricevuta, con documento e conferma della comunicazione, vale come licenza. Sotto i 12 anni si pesca accompagnati da un adulto con licenza. Molti laghi sono gestiti dall’ENAS, con regole proprie.

Laghetti sportivi

Nei laghetti di pesca sportiva a pagamento le regole le fa il gestore: tariffe, orari, numero di canne, esche, catch and release o trattenuta. In molte regioni non serve la licenza per pescare nei laghetti privati, ma non ovunque: chiedi sempre al gestore. Nella scheda di ogni laghetto trovi le informazioni che conosciamo; se non è verificato, conferma prima di partire.

Buone pratiche

  • Porta a casa solo quello che mangi e rilascia con cura i pesci sotto misura o che non ti servono.
  • Non lasciare lenze, ami, esche o rifiuti: sono trappole per uccelli e animali.
  • Rispetta le proprietà private, i passaggi e le altre persone, bagnanti compresi.
  • Con mare grosso, piene o temporali resta a casa: nessuno spot vale un rischio.

Fonti ufficiali

  • Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) – portale SIAN, comunicazione per la pesca sportiva in mare.
  • Guardia Costiera – Capitanerie di Porto: ordinanze locali su balneazione, porti e pesca.
  • Regolamento (CE) n. 1967/2006 sulla pesca nel Mediterraneo (taglie minime).
  • Siti delle Regioni e delle Province autonome: regolamenti della pesca nelle acque interne, calendari ittici e pagamento delle licenze.
  • Consorzi, enti e associazioni che gestiscono le acque (es. Consorzio pesca Valle d’Aosta, ETPI Friuli Venezia Giulia, ENAS Sardegna).
  • Enti delle aree marine protette e dei parchi: disciplinari delle singole aree.

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